Fosforescenze

Pane nostro…

07.01.2026
Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, / e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.
Dante Alighieri“Divina Commedia”, “Paradiso”, vv. 58-59
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“un vero contadino riconosce
la sua terra
dal sapore del suo pane.”
Louis Savary
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“[Nel pane] si incorpora un’assordante varietà, come un universo in miniatura che svela le sue ramificazioni nel corso della degustazione. L’assalto, che di primo acchito si scontra con la muraglia della crosta, dopo che ha superato questa barriera resta sbalordito dalla remissività che gli riserva la mollica fresca. È quasi sconcertante l’abisso che c’è tra la scorza screpolata, a volte dura come pietra, a volte semplice manto che cede ben presto all’offensiva, e la morbidezza dell’interno che si raggomitola nelle guance con carezzevole docilità.”
Muriel Barbery, da “Estasi culinarie”, 2000
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“Chi non ha mai osato impastare a lungo il cuore del pane con i denti, la lingua, il palato e le guance non ha mai trasalito sentendo dentro di sé l’ardente esultanza della vischiosità. In quel momento ciò che mastichiamo non è più pane né mollica né dolce, ma un simulacro di noi stessi, del gusto che devono avere i nostri tessuti intimi che impastiamo con le nostre bocche esperte in cui la saliva e il lievito si mischiano in un’ambigua fratellanza.”
Muriel Barbery, da “Estasi culinarie”, 2000
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“Le fessure della crosta sono come richiami al mondo campestre: sembrano solchi di aratro, e così ci troviamo a pensare al contadino sul far della sera, al campanile del paese, sono appena suonate le sette e lui si asciuga la fronte con il risvolto della giacca, fine del lavoro.”
Muriel Barbery, da “Estasi culinarie”, 2000
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“Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane.”
Stefano Benni, da “Margherita dolcevita”, 2005
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“Domani imparerò a fare il pane. Immaginami con le maniche arrotolate, mentre mescolo con grazia farina, latte, bicarbonato, ecc. Se ancora non sai preparare il bastone della vita, ti consiglio di imparare al più presto.”
Emily Dickinson, dalla lettera ad Abiah Roth, 1845
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Salvador Dalì, “Il cestino del pane”, 1926
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Ho fatto il pane secondo la ricetta che Marco Porcio Catone diede circa due secoli prima di Cristo: “Panem depsticium sic facito. Manus mortariumque bene lavato. Farinam in mortarium indito, aquae paulatim addito, subigitoque pulchre. Ubi bene subegeris, defingito, coquitoque sub testu”. Credo che voglia dire: “Impastate il pane così: lavate bene le mani e il recipiente. In questo mettete poi farina, su cui verserete gradualmente dell’acqua, e impastate bene il tutto; una volta impastato, dategli forma, e cuocetelo sotto un coperchio”. Nessun accenno al lievito.
Henry David Thoreau, da “Walden o Vita nei boschi”, 1854
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“Il pane dei bisognosi è la vita dei poveri, toglierlo a loro è commettere un assassinio. Uccide il prossimo chi gli toglie il nutrimento, versa sangue chi rifiuta il salario all’operaio.”
Siracide (o “Ecclesiatico”), “Antico Testamento”, Cap. 34, 21-22,  II sec. a. C.
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“Pane è la più gentile, la più accogliente delle parole. Scrivetela sempre con la maiuscola, come il vostro nome.”
Scritto sull’insegna di un caffè russo
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“Il pane è il re della tavola e tutto il resto è solamente la corte che lo circonda. Le corti sono la minestra, la carne, le verdure, l’insalata, ma è il pane che è il re.”

Louis Bromfield, da “McCall’s cook book”, 1963

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“È bello parlare di Dio mentre siamo seduti qui dopo una piacevole colazione e nell’attesa di un pranzo ancora migliore: ma come posso parlare di Dio alle moltitudini che devono tirare avanti senza due pasti al giorno? A loro Dio può soltanto apparire come pane e burro.”
Mohandas Gandhi, da “Antiche come le montagne”, 1958 (postumo)
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“Il pane è la vita degli italiani.”

Riccardo Bacchelli, da “Il diavolo al Pontelungo”, 1927
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“La nostra esistenza è come la macina di un mulino che trasforma i chicchi di grano in farina. Sta a noi separarla dalla crusca e impastarla affinché diventi il pane della vita.”
Romano Battaglia, da “L’uomo che vendeva il cielo”, 2011
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“«Il pane è cattivo, mangiarne poco» raccomandava Céline, negli anni in cui il pane comune era ancora buono. Il pane è ambiguo, come ogni cosa che vale e significa. Contiene un fermento, e senza questo fermento non sarebbe pane, ma il fermento è impurità cadaverica, è morte che vive.”
Guido Ceronetti, da “Il silenzio del corpo”, 1979
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Diego Rivera, “Il nostro pane”, 1928
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In evidenza: Safet Zec, “Bread in Hands”, 2016

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