Si tratta di un termine di origine popolare, sinonimo di prigione, che probabilmente deriva da gattaiola, la porticina per far entrare e uscire i gatti da casa.
Secondo alcuni studiosi, potrebbe però derivare anche dal greco katogeia (sotterraneo), da cui deriverebbe anche il termine dialettale siciliano catoio (o catoia), cioè una stanza buia, di scarso valore, seminterrata. Un po’ come il carcere, insomma.
Uno dei primi usi letterari della parola, in ogni caso, si trova nel libro “Le avventure di Pinocchio”, il romanzo di Collodi del 1883, quando il celebre personaggio di legno viene arrestato per avere denunciato il Gatto e la Volpe: «Il burattino (…) voleva protestare, ma i gendarmi (…) gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia».
Elisa Valtolina, da “Focus Junior”
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In evidenza: Opera di Ruggero Asnago




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