“Amore mio, nei vapori d’un bar
all’alba, amore mio che inverno
lungo e che brivido attenderti! Qua
dove il marmo nel sangue è gelo, e sa
di rinfresco anche l’occhio, ora nell’ermo
rumore oltre la brina io quale tram
odo, che apre e richiude in eterno
le deserte sue porte?… Amore, io ho fermo
il polso: e se il bicchiere entro il fragore
sottile ha un tremitìo tra i denti, è forse
di tali ruote un’eco. Ma tu, amore,
non dirmi, ora che in vece tua già il sole
sgorga, non dirmi che da quelle porte
qui, col tuo passo, già attendo la morte.”
Giorgio Caproni, “Alba”, da “Il passaggio d’Enea” (1943- 1955), in “Giorgio Caproni, L’opera in versi”, 1998
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Martin Parr, 1972

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Là in mezzo al bar
le note di un jukebox che, in sottofondo, rasserenano il mio animo
il flipper che con le sue alette
mi consente di volare al di là ed oltre quelle quattro mura
che imprigionano la mia quotidianità
Alzo lo sguardo
e come per incanto,
là in mezzo al bar,
illuminati da un barlume di luce,
ci stanno i caffè che fumano
Il jukebox ha cambiato musica
Come porti i capelli bella bionda?
Chiedo alla cameriera che nel frattempo
si era avvicinata per chiedermi cosa desiderassi.
Quel giorno ero in compagnia di Al Chermes
per gli amici semplicemente Al o semplicemente Ermes
e quando il flipper andò in tilt
ci avvicinammo al bancone e ordinammo
un bicchiere di barbera
Barbera o champagne ora non ricordo,
ricordo che era sera,
e il jukeboxe aveva ancora una volta cambiato musica
per colpa del mio amor
per colpa del tuo amor
Decidemmo di cambiare locale
entrammo in un wine bar
il rumore dei soldi nelle slot machine
le luci fredde dei monitor alle pareti
il silenzio degli avventori aggrappati ai loro smartphone.
Dove sono finito?
In un bar in centro mi dicono,
Io credo di essere finito sull’orlo di un baratro.
Là in mezzo al bar.”
Paolo Delladio, “Là in mezzo al bar”, in “Collana Poetica Isole”, Vol. 74, 2021
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Barman
A César Angulo y Jonatan Lépiz
“Scambio un battito con la stanchezza
mentre la vita mescola le carte
l’inventario degli uomini solitari
e donne in cerca di un’altra storia.
Raccolgo bottiglie, metto a posto i posacenere.
Pulisco il bancone
e un ragazzo insiste con le sue assurde teorie.
Le albe sono lunghe
la poesia non esiste
tutti hanno perduto il proprio emisfero.
Talvolta lasciano la mancia
altre, un’amara sensazione di imbarazzo.
Sono il oro barman
assai più
di un sorriso
gentile
che vende.”
Paola Valverde (Costa Rica), da “Bartender”, 2015 – Traduzione di Alessio Brandolini
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In evidenza: Edward Hopper, “Sunlight in a Cafeteria”, 1958



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