Fabrizio Caramagna
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Meriggio d’estate
“Silenzio! Hanno chiuso le verdi
persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria, o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono, vinti
dal sonno. Sembrano estinti
gli uomini, tanto è ora pace
e silenzio… Quand’ecco da tutti
gli alberi un suono s’accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.”
Umberto Saba, “Meriggio d’estate”, da “Canzoniere”, 1921
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Vacanze
“Amo il momento prima del decollo,
senza tempo, senza casa
con soltanto i grigi sedili in vinile
messi in fila come una sequela di
bambole di carta. Presto saremo
chiamati all’imbarco, molto presto
ci sarà la goffa procedura della fila
e dei biglietti perforati—ma per ora
posso osservare queste trasandate famiglie
col loro tubare e litigare
o la ragazza in tacchi alti
che tenta di ignorare il pianto del bambino
e la sua esausta madre in attesa di chiamata
mentre l’atleta, l’enorme mano
addormentata sulla sua sacca, ascolta,
appollaiato come una foca ammaestrata
in attesa di tuffarsi.
Persino il manager solitario
che ha vagato fin qui quest’estate
col suo frenetico itinerario, la ventiquattrore
sulle ginocchia—persino lui
ha lavorato per il piacere di trasportare
non più di un frammento di se stesso
in questa sala d’attesa.
Lui cenerà fuori, lei dormirà fino a tardi,
entrambi lasceranno che il sole li bruci
tutto il giorno felici
—una piccola speranza, un piccolo capriccio
prima che l’altoparlante blateri
e che noi ci alziamo per diventare
il volo 828, che ora s’imbarca all’uscita 17.”
1952
Rita Dove, “Vacation”; originariamente apparsa su “The New Yorker”, nel 1994, è stata successivamente inclusa nella raccolta “Playlist for the Apocalypse”, pubblicata nel 2021
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In evidenza: Foto di Ralph Crane




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