Questa estate la ricorderò per la Luna mozzafiato, di una notte inaspettata, da un terrazzo che sapeva un po’ di vino, un po’ di scherzo, un po’ di voglia, e di magliette con strane scritte e di splendida affascinante umanità. Perché, certi uomini, nascono grandi, e la grandezza se la portano addosso, la abitano come fosse una seconda pelle.
Questa estate la ricorderò per tutta la pizza che ho mangiato – davvero tanta, davvero buona – gli yogurt con il miele, le escursioni gastronomiche, le amicizie nuove, inattese, arrivate in punta di piedi, con delicatezza, senza sgomitare e senza le quali, adesso, proprio non saprei stare. Perché, certe amiche hanno l’anima bella, e a volte neppure se ne rendono conto.
La ricorderò per le passeggiate a Via Caracciolo, le promesse strette col dito mignolo, gli abbracci che sanno dare senza togliere, i silenzi che non si devono spiegare, le foto scattate con un cellulare che fa schifo, ma non importa, basta il pensiero. E certi pensieri non ti abbandoneranno mai. Perché alcuni amici sono una fortuna che ti capita una volta sola nella vita.
Questa estate la ricorderò per tutti i sogni che hanno smesso di essere tali, e si sono tramutati in sfida, partita, scommessa e certezza.
E’ stata un’estate atipica. Un’estate magnifica.
E così, all’improvviso, fu Settembre. Il mese dei percorsi interrotti e poi ripresi; delle vite sospese che ricominciano a fluire; delle partenze che non hanno mete vacanziere, ma cercano destinazione dentro i passi di chi resta e continua la storia; la pagina pulita, il rigo successivo, il “punto e a capo” dopo gli scarabocchi e le cancellature; l’avanposto dei sogni che si fanno sfida, la culla materna della sfida che si fa certezza; sei l’anno nuovo dentro l’anno stesso; la seconda possibilità di chi, fallendo la prima, cerca rivalsa.
Te ne stai accoccolato sul calendario che penzola in cucina, a metà tra l’estate che, silenziosamente, si defila ed un inverno ancora sonnacchioso e intorpidito. Sei uno scampolo di speranza, voglia di fare, voglia di ricominciare.
Benvenuto Settembre. Ti ho aspettato tanto.
Antonia Storace, 4 settembre 2012 – Fonte: blog “Nel giardino dei ciliegi”
*****
In evidenza: Eugene Grasset, 1897
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.