Claude Shannon (ingegnere e matematico)
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“Sono sempre più propenso a pensare che ci dovrebbe essere qualche svista normativa, magari a livello nazionale e internazionale, solo per essere sicuri di non fare una cosa molto stupida. Voglio dire, con l’intelligenza artificiale stiamo evocando il demone.”

“Prima di lavorare sull’intelligenza artificiale, perché non facciamo qualcosa contro la stupidità naturale?”
Steve Polyak (neurologo)
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– IA… vuol dire “intelligenza artificiale”.
– La cui sinistra coscienza produsse una nuova generazione di macchine.
“La passione non è un sentimento lineare, non potrà mai essere rappresentata da un algoritmo, né da nessun programma di intelligenza artificiale.”
Paolo Crepet
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Immagine di DJRankine generata con Midjourney.

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“C’è, nelle IA evolute con le quali abbiamo cominciato ad avere a che fare, un elemento ‘magico’ che ci affascina e ci atterrisce, quello riferito alla capacità delle macchine di ‘prendere decisioni’ per proprio conto, e c’è un elemento ‘pratico’ che ci crea apprensione, quello della sostituzione degli esseri umani in una serie di compiti e lavori che fino ad ora abbiamo svolto. […] le IA fanno quello che noi gli consentiamo di fare, niente di più e niente di meno, tutto quello che decidiamo di delegare alle macchine viene e verrà deciso da noi. Tutto quello che accetteremo che facciano sarà una nostra scelta. E così se il mio datore di lavoro deciderà che io possa essere sostituito da IA, sarà una scelta umana a decidere del mio futuro professionale. Quindi quello con cui me la devo prendere, se essere sostituito da una IA non mi va bene, non è l’intelligenza artificiale, ma il padrone. Padron che in alcuni casi, storicamente parlando, ha avuto ragione, come quando ha permesso la nascita delle grandi industrie, creando lavoro e sviluppo, come quando ha deciso, al di sopra delle nostre teste, di sviluppare i motori per le automobili, o di creare i televisori […]. In altri casi lo sviluppo tecnologico è stato ‘guidato’ da nostre scelte, non da quelle dei padroni: noi abbiamo deciso di non comprare più CD, distruggendo l’intera industria discografica, quando sono arrivati gli MP3, perché i ‘padroni della musica’ avrebbero preferito di gran lunga continuare a venderci i dischi. E noi abbiamo deciso di non comprare più giornali, gli editori li stamperebbero a milioni con gioia ancora oggi, mentre noi attualmente preferiamo leggere le notizie sui cellulari o in generale via Internet. Noi, esseri umani, non le macchine.”
Ernesto Assante (giornalista)
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L’immagine in evidenza – héâtre d’Opéra Spatial. © 2022 – è stata creata da Jason M Allen con l’intelligenza artificiale




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