Leggere è…
La lettura è un’attività complessa che investe aree diverse, dal socio-affettivo, al cognitivo, al comunicativo, permette l’accesso al sapere, aiuta a sviluppare le capacità analitiche e critiche, ma anche il gusto estetico, il senso morale e prosociale. Sollecita e attiva tutte le potenzialità mentali, psicologiche, emotivo-relazionali e fantastiche della persona.
Nell’ambito dell’ampio processo messo in moto dalla lettura, il libro suggerisce, sollecita, anima, mentre il lettore rivisita, rivive, ricrea esperienze e stati d’animo, diventando egli stesso scrittore del libro attraverso la sua immaginazione.
“Leggere è il modo silenzioso in cui si fa parlare di nuovo qualcosa”.
Le sensazioni, le emozioni, le immagini mentali che il libro propone hanno un’intensità che raramente viene raggiunta in altre circostanze.
In tal senso è pienamente condivisibile l’aforisma di Borges:
“Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono un’estensione del suo corpo… . Ma il libro è un’altra cosa: il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione”.
Il libro è ancora indispensabile e insostituibile, è un’occasione per immaginare mondi fantastici e remoti, ma anche per affrontare simbolicamente problemi e conflitti interiori; attraverso la lettura si attiva un patto di sottile complicità con il libro in cui si cerca la libertà e in fondo il proprio sé.
“Ogni lettore – sottolinea Proust – quando legge, legge se stesso”.
E ancora Pavese:
“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”.
Infatti leggere è interpretare, penetrare nel testo, entrare in comunicazione con l’autore, pensare con un altro, pensare il pensiero di un altro, ma è anche pensare il proprio pensiero, rispecchiarsi e conoscersi, dialogare con se stessi e con il mondo, nonché sconfinare oltre con la fantasia. Può accadere ancora che si legga un libro e se ne cerchi un altro perché il libro che non c’è, il libro del lettore, alimenta l’immaginazione, il desiderio, la ricerca di nuove letture.
Leggere è pure acquisire conoscenze, costruire significati, soddisfare curiosità, orientarsi nei grandi temi della vita e nell’universo dei valori per apprendere la tolleranza, il rispetto delle differenze, il senso di responsabilità. Il libro può, infatti, diventare “maestro di etica”, in quanto rende accessibile l’esperienza di altri per affrontare problemi e situazioni che pongono di fronte ad interrogativi e a scelte.
Attraverso la lettura, quindi, si ampliano le conoscenze del mondo, si creano immagini mentali, si contribuisce alla costruzione dell’io, si arricchisce la fantasia, si favorisce lo sviluppo del pensiero, si intensificano le sensazioni e le emozioni, si interiorizzano e socializzano i vissuti, si prende consapevolezza dei propri conflitti, si comprendono e si acquisiscono i valori della vita.
“Alla fine, quando lo avremo terminato, se è un buon romanzo, potremo scoprire di essere un poco diversi da come eravamo prima di leggerlo, di essere stati leggermente trasformati, come se avessimo incontrato una faccia nuova, attraversato una strada mai attraversata prima”.
Silvia Campanile, Annamaria Lovo, Maria Rosaria Musella, Paola Parlato, da “Il vizio di leggere”, 2001
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Immagine in evidenza: Norman Rockwell, “Ragazzo che legge un romanzo”, 1923




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