Gambadilegno a Parigi

“E allora sognò Atene
e la sua bocca spalancata
E la sua mano da riscaldare
e la sua vita stonata
E quel suo mare senza onde
e la sua vita gelata
E allora sognò Atene
sotto una nevicata
Guardalo come cammina
ballerino di samba
E come inciampa in ogni spigolo
innamorato e ridicolo
Come guida la banda
come attraversa la strada
senza una gamba
Portami via da questa terra
da questa pubblica città
Da questo albergo tutto fatto a scale
da questa umidità
Dottoressa chiamata Aprile
che conosci l’inferno
Portami via da questo inverno
portami via da qua
E allora sognò Atene
e l’ospedale militare
Ed i soldati carichi di pioggia
e un compleanno da ricordare
Ed un ombrello sulla spiaggia
e un dopoguerra sul lungomare
E allora sognò il tempo
che lo voleva fermare
Guardalo come cammina
Lazzaro di Notre Dame
Come sta dritto nella tempesta
alla fermata del tram
Chiama un tassì si mette avanti
dai Campi Elisi alla Grande Arche
Gambadilegno avanti avanti
avanti marsch!”
Francesco De Gregori, “Gambadilegno a Parigi”, dall’album “Pezzi”, 2004
“Gambadilegno è, secondo le indicazioni che lo stesso De Gregori ha fornito, un soldato
ferito, reduce della guerra di Corea oppure della guerra del Vietnam. Questo soldato non è reduce – come si potrebbe pensare – della seconda guerra mondiale, «per noi troppo remota», dice De Gregori, «né più attuale, perché la sua ferita è rimarginata da tempo».
(…) La canzone ha come sfondo un dopoguerra a Parigi, dove Gambadilegno, proveniente da New York, si reca perché nella capitale francese costruiscono delle prodigiose protesi per mutilati.
La canzone comincia con il sogno di Atene, che il reduce fa probabilmente nel suo albergo. Atene è un simbolo: culla della democrazia, giardino dei dibattiti filosofici, patria antica della libertà (De Gregori dice che noi come occidentali «siamo nati lì»), da sempre vista in antitesi con
Sparta, città simbolo di guerra e di regime militare. E quindi questo reduce, fortemente ferito fuori e dentro dalla guerra, sogna Atene.”
(Dal commento alla canzone di Sandra Rizzardi dell’Università di Bologna)
*****
In evidenza: Un fotogramma del film di Mel Gibson “La Battaglia di Hacksaw Ridge”, 2016


Dalla stessa sezione

Lascia un commento