Hilo de nadie

“Il sole dell’alba è sempre una promessa. Quello del mezzogiorno, implacabile, ci giudica. E quello del tramonto, irrimediabilmente ci ha già condannato.”
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“Da cosa nascono un’immagine e un aforisma? Che cosa occorre nel nostro cervello e nel nostro sguardo perché due realtà così distanti si trovino improvvisamente unite per sempre? (…)
I migliori aforismi e immagini potrebbero essere visti come un fulmine che illumina un fondale precedentemente nascosto. Per questo dobbiamo sempre essere aperti alle nozze impreviste dei due termini e non dare nulla per scontato (…) Immagini e aforismi mi aiutano a fare più grande il mondo, libero dai convenzionalismi dello sguardo e dagli inganni del linguaggio, e mi permettono di inabissarmi dentro un io multiplo. Non esagero a dire che mi sento psicoanalizzato in essi. Una volta affermai che scrivo per conoscermi meglio, però quanto più scrivo tanto più estranea risulta la persona che parla in me. Niente è così impoverente, creativamente parlando, che pensare che uno abbia chiaro quello che vede e quello che è nella sua vita. Di fronte a questa attitudine preferisco supporre che se mi contraddico tanto è per non esaurire il mio discorso (che parola tanto esatta, “discorrere”), per estenuarmi in esso, per estrarre fino all’ultima goccia di me stesso. (…) C’è una idea di W. H Auden che sempre mi piace ripetere:
“La difficoltà della relazione del poeta con la verità è che in poesia ogni dato e ogni credenza smettono di essere veri o falsi per convertirsi in interessanti possibilità” (…)
Le “interessanti possibilità” passano attraverso questa porta. Per questo i miei aforismi e le mie immagini hanno una predilezione speciale per le sfumature, cromatiche, acustiche, ritmico, musicali. E’ evidente che molti potrebbero essere giudicati poesie brevi.”
Lorenzo Oliván, da “Hilo de nadie”, 2008 – Traduzione di Fabrizio Caramagna
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