Spaventapasseri o rassicurapasseri?

“Voglio diventare un rassicurapasseri e lasciare un po’ di grano anche a loro e a tutti campo libero per volare via dalle terre seminate a guerre.”
Alessandro Bergonzoni, da “Aprimi cielo. Dieci anni di raccoglimento, articolato”, 2020
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“Gli uccelli non vanno nel campo di grano solo per mangiare, ma anche per farsi raccontare le storie dal vecchio spaventapasseri.”
Fabrizio Caramagna
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“Quell’anno, finita la stagione, lo spaventapasseri si tolse il capello, con passo di danza entrò nel bosco e non tornò più indietro.”
Fabrizio Caramagna
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“Che cosa fa lo spaventapasseri tutto il giorno? Fa la guardia alla terra. Guarda i fiori sbocciare, le spighe dorarsi e le nuvole passare. È il guardiano più fedele e più solo del mondo.”


Fabrizio Caramagna

 

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Umberto Santucci, “Il Rassicurapasseri”

 

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“Piangeva così disperatamente che i passeri si fermarono su un albero a guardarlo, e pigolavano di compassione per consolarlo. Ma i passeri non possono consolare uno spaventapasseri.”
Gianni Rodari, da “Lo spaventapasseri”, in  “Favole al telefono”, 1962
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“Piangeva così disperatamente che i passeri si fermarono su un albero a guardarlo, e pigolavano di compassione per consolarlo. Ma i passeri non possono consolare uno spaventapasseri.”
Gianni Rodari, da “Lo spaventapasseri”, in  “Favole al telefono”, 1962
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Dissi una volta a uno spaventapasseri: «Devi essere stanco di stare in questo campo solitario».
E lui disse: «La gioia di spaventare è profonda e durevole, e non me ne stanco mai».

Khalil Gibran, da “Il folle”, 1918
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Dorothy: «Come fai a parlare se non hai il cervello?»
Lo Spaventapasseri: «Non lo so… Ma molta gente senza cervello ne fa tante di chiacchiere, non credi?»
L. Frank Baum, da “Il meraviglioso mago di Oz”, 1900
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Lo Spaventapasseri in un fotogramma del film “Il mago di Oz”, 1939
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“Nessuno sa cosa pensa lo spaventapasseri quando il vento gli soffia tra i vestiti vecchi e la notte cancella i confini del campo.”
Romano Battaglia, da “Il silenzio del cielo”, 1999
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Lo spaventapasseri è un oggetto povero e malandato. Col tempo la paglia marcisce e gli abiti si riducono a brandelli eppure, questo spauracchio senza valore, è una “espressione” di intelligenza del contadino, tant’è che riesce molto bene nel raggiungimento dello scopo; spaventare cioè gli uccelli testardi, i passeri appunto, duri a capire. In ognuno di noi vive latente uno spaventapasseri che emerge quando occorre spaventare chi, alla lunga, non ha capito l’importanza di sani principi quali rispetto e coerenza, ma soprattutto non ha compreso l’essenza del nostro essere e che per questo ci piace metterli in fuga.
Anna Rijtano Mallus, 2013
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In evidenza: Andrew Wyeth, “Spaventapasseri”, anni ’40

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