Amore liquido

“Finché dura, l’amore è in bilico sull’orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di difficoltà. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l’ansia. L’amore è un mutuo ipotecato su un futuro incerto e imperscrutabile.”
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Il principale eroe di questo libro è la relazione umana, mentre gli altri protagonisti sono uomini e donne, nostri contemporanei, disperati perché abbandonati a se stessi, che si sentono degli oggetti a perdere, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, e quindi ansiosi di «instaurare relazioni» ma al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni «stabili», per non dire definitive, poiché paventano che tale condizione possa comportare oneri e tensioni che non vogliono né pensano di poter sopportare e che dunque possa fortemente limitare la loro tanto agognata libertà di… sì, avete indovinato, di instaurare relazioni.
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Sembra proprio una situazione senza via d’uscita. Peggio ancora, sembra comportare un odioso paradosso: la relazione non solo non soddisfa il bisogno che doveva (si sperava dovesse) placare, ma lo rende ancor più intenso e bruciante. Hai cercato una relazione nella speranza di mitigare l’insicurezza che ossessionava la tua solitudine; ma la terapia non ha fatto altro che accentuare i sintomi, e forse ora ti senti ancora più insicuro di prima, anche se la «nuova e aggravata» insicurezza nasce da cause diverse. Se pensavi che gli interessi sul tuo investimento nell’azienda sarebbero stati pagati nella valuta pregiata della sicurezza, sembri proprio partito dalle premesse sbagliate.
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Impegnarsi in una relazione che è «insignificante nel lungo termine» (cosa che entrambi i partner sanno bene!) è un’arma a doppio taglio. Fa della decisione di continuare o interrompere l’investimento una questione di calcolo; niente assicura tuttavia che il tuo partner non desideri, in caso di necessità, esercitare una uguale discrezione e non voglia essere libero di farlo qualora lo desideri. La consapevolezza di tal stato di cose accresce ulteriormente la tua insicurezza, e questo piccolo sovrappiù è quello più difficile da accettare.
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La “relazione tascabile” è l’incarnazione dell’istantaneità e della smaltibilità. […]
Prima condizione: la relazione dev’essere intrapresa in piena coscienza e con giudizio. Niente «amore a prima vista», ricordatelo bene. Niente innamoramento; niente ridda di emozioni che ti tolgono il respiro: né le emozioni che chiamiamo «amore», né quelle che descriviamo giudiziosamente come «desiderio». Non farti sopraffare e intimidire, e soprattutto non farti mai strappare di mano la calcolatrice. E non permettere a te stesso di scambiare ciò che la relazione che stai per instaurare è per quello che non è e non deve essere. La convenienza è l’unica cosa che conta, e la convenienza è qualcosa che richiede mente lucida, non cuore caldo (e tanto meno surriscaldato). Minore è l’ipoteca, meno insicuro ti sentirai quando sarai esposto alle fluttuazioni del futuro mercato immobiliare; meno investi nella relazione, meno insicuro ti sentirai quando sarai esposto alle fluttuazioni delle tue emozioni future.
Seconda condizione: mantienila sempre inalterata. Ricorda che ci vuole poco perché la convenienza si trasformi nel suo opposto. E dunque, fa sì che la relazione non sfugga mai al controllo razionale, non permettere che sviluppi la propria logica e soprattutto che acquisisca diritti di possesso — che scivoli via di tasca. Stai sempre all’erta. Non abbassare mai la guardia. Osserva attentamente anche più piccoli cambiamenti… […] Se noti qualcosa che non avevi contrattato e che non ti interessa sappi che è “tempo di emigrare”.
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Chattiamo e abbiamo degli amici con cui chattare. Gli amici, come ogni «chattomane» sa bene, vanno e vengono, si connettono e si sconnettono — ma ce n’è sempre qualcuno in linea che smania dalla voglia di sommergere il silenzio coi suoi «messaggi». Nel genere di relazione «da amico ad amico», non i messaggi in quanto tali, ma l’andirivieni dei messaggi, la circolazione di messaggi sono il messaggio, non importa il contenuto. Il senso di appartenenza si esplicita nel costante flusso di parole e frasi incomplete (abbreviate, troncate per accelerare la circolazione). Il senso di appartenenza sta nel parlare, non in ciò di cui si parla.
Zygmunt Bauman, da “Amore Liquido”, 2003
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In evidenza: Foto di Rodney Smith

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