“Alta sui naufragi, dai belvedere delle torri
China e distante sugli elementi del disastro
Dalle cose che accadono al di sopra delle parole
Celebrative del nulla, lungo un facile vento
Di sazietà, di impunità
Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso
A guidare la colonna di dolore e di fumo
Che lascia le infinite battaglie al calar della sera
La maggioranza sta, la maggioranza sta
Recitando un rosario di ambizioni meschine
Di millenarie paure, di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla l’orribile varietà
Delle proprie superbie, la maggioranza sta
Come una malattia
Come una sfortuna
Come un’anestesia
Come un’abitudine
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
Col suo marchio speciale, di speciale disperazione
E tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
Per consegnare alla morte una goccia di splendore
Di umanità, di verità
Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
E seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
Con improbabili nomi di cantanti di tango
In un vasto programma di eternità
Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti
Alle leggi del branco
Non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare
È appena giusto che la fortuna li aiuti
Come una svista
Come un’anomalia
Come una distrazione
Come un dovere”
Fabrizio De André, “Smisurata preghiera”, dall’album “Anime salve”, 1996 – Compositori: Ivano Fossati – Fabrizio De André – Alvaro Mutis
Nel comporre questa canzone, De André si ispirò alle opere del grande poeta e scrittore colombiano Àlvaro Mutis:
“Nel 1991 il mio amico Vittorio Bo mi regalò un romanzo, ‘La neve dell’ammiraglio’, che trovai semplicemente straordinario. Allora cominciai a divorare tutti gli altri suoi scritti, e, quando arrivai alla raccolta di poesie ‘Summa di Maqroll il gabbiere’, presi il coraggio a quattro mani. In questo modo è nata ‘Smisurata preghiera’, e devo confessare che mai parto fu tanto soddisfacente.” (Fabrizio De Andrè)




Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.